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Le domande emerse durante i corsi

Vengono qui di seguito riportate le domande emerse durante i corsi di educazione realizati presso il Laboratorio Clinico Pedagogico per bambini di scuola materna, elementare, media e i loro genitori.


Articolo pubblicato il 17.03.2014 in  AREA GENITORI CORSI EDUCAZIONALI

Quando arriva l’attacco d’asma vado in crisi, mi prende il panico e mi chiedo se faccio le cose giuste.
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

Vedere il proprio figlio stare male mette inevitabilmente ansia, paura di non essere all’altezza della situazione, ecc. chiedersi se si stanno facendo le cose giuste, il mettersi cioè in discussione sul proprio agito, significa essere un genitore attento e scrupoloso. Per aver un maggior controllo dell’ansia è fondamentale da una corretta informazione e conoscenza della malattia, nonché l’instaurarsi di un buon rapporto comunicativo-relazionale con tutti i professionisti che possono interagire con il bambino e i suoi genitori a partire dal medico di famiglia. Le informazioni che trova all’interno di questo sito sono state create per dare un aiuto a tutti i genitori che ,come lei, vivono l’esperienza dell’asma pediatrico: una strategia per non essere più soli nella gestione della malattia. Ci auguriamo che il nostro materiale e il nostro operato possa essere utile sia per lei che per il suo bambino.

Nella vita quotidiana come sarà limitato mio figlio?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

La medicina moderna si sta impegnando per fornire al paziente una buona qualità di vita. Qualità di vita significa: far stare bene il bambino con la giusta dose farmacologica (né troppo tanta, né troppo poca) che le consente di poter fare tutto ciò che normalmente fa un bambino della sua età. Strategico e parte integrante della terapia sono anche tutti quei piccoli accorgimenti quotidiani che permettono di non scatenare una crisi d’asma, mi sto riferendo agli allergeni e di come poterli evitare o quanto meno arginare. L’importante è non farli vivere al bambino come una forma ossessiva. Si rende più felice e sereno un bambino somministrandogli una volta di più un broncodilatatore che metterlo perennemente "in panchina", l’importante è valutare di volta in volta la situazione con l’aiuto anche del medico ed informare su questi accorgimenti tutte le persone adulte che seguono il bambino (insegnanti, educatori, allenatori, animatori, baby sitter, nonni, ecc) e su come, eventualmente intervenire.

Nella mia famiglia non ci sono familiarità per l’asma ma allora come è possibile che mio figlio si sia ammalato?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

Essere più o meno predisposti geneticamente a sviluppare una forma asmatica non implica che questa si manifesti obbligatoriamente, lo stesso vale anche in senso inverso. I fattori ambientali (fumare, inquinamento, pollini, ecc.) influiscono molto sulla malattia e sul suo manifestarsi o meno per questo è molto importante tenere sotto controllo tutti i fattori che scatenano la crisi asmatica e se possibile evitarli all’interno dell’area genitori, sezione Vivere con l’Asma troverai le schede 3 e le schede 4 che parlano proprio di quest’argomento, leggile insieme a tuo figlio e spiegagli l’importanza di seguire certi accorgimenti.

Mio figlio mi chiede "mamma ma io sono malato" cosa gli rispondo?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

E’ una domanda legittima per un bambino che prende farmaci. Normalmente, infatti, le medicine si prendono quando non si sta bene?. Dire di no significherebbe cadere in un paradosso: se non sono malato perchè devo prendere medicine e mi vieti determinate cose?. Spesso a seguito di un atteggiamento simile scaturiscono forme di ribellione: urli, pianti, agitazione... tutto questo può accadere proprio perché il bambino può vivere questa situazione come un atto punitivo da parte dei genitori: "Se non sono malato allora mi stai castigando, perché Sono stato cattivo?..." D’altro canto non bisogna nemmeno esasperare e sottolineare lo stato di malattia. Noi adulti, sicuramente più coscienti della situazione, diamo una valenza diversa alla parola Asma rispetto ad un bambino, e proprio questo peso diverso ci può spingere ad utilizzare divieti ed atteggiamenti protettivi d’altro canto se il bambino sta male il genitore si sente subito in colpa per avergli permesso per esempio di correre o altro, ma si sente in colpa anche quando vede soffrire il suo bambino per una proibizione impostagli a fin di bene.
Che fare?
Parlate al vostro bambino dell’asma e soprattutto dategli la possibilità di poterne parlare tranquillamente come se stesse parlando di qualsiasi altra cosa. Questa modalità farà in modo di non far accrescere ulteriormente in senso negativo la parola asma. Dategli la possibilità di raccontare e di raccontarsi, di conoscerla e di, gradualmente gestirla (in relazione all’età), in questo modo si libererà di un fardello che già di per sé pesante e ,piano-piano, l’Asma diventerà la sua nemica-amica: nemica perché comunque non è cosa piacevole, ma anche amica perché imparerà ad accettarla e a conviverci senza che le condizioni troppo la qualità di vita e, con l’asma, ciò è possibile. In sintesi non diciamo "bugie" al nostro bambino, piuttosto troviamo modi e strumenti per poter dialogare con lui e per poter spiegare le cose come stanno. Potranno esserle di aiuto i materiali educativi prodotti dal Laboratorio Clinico Pedagogico che potrà tranquillamente consultare e scaricare dal nostro sito all’area Genitori sotto la voce schede o conoscere l’asma oppure nell’area bambini sotto la voce di storie e fumetti.

Mio figlio pratica il Basket posso stare tranquilla?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

All’interno dell’area genitori, sezione Vivere con l’Asma troverai la scheda 11 che parla proprio di quest’argomento, leggila insieme a tuo figlio e spiegagli l’importanza di seguire certi accorgimenti durante lo sport e vedrai che non ci saranno problemi molti campioni sportivi sono asmatici.

Posso sospendere la terapia o almeno ridurla se vedo che mio figlio migliora?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

All’interno dell’area genitori, sezione Vivere con l’Asma, troverai la scheda 5 che parla proprio di quest’argomento, leggila insieme a tuo figlio e spiegagli l’importanza di seguire certi accorgimenti, ci sono medicine che deve prendere tutti i giorni e medicine che vanno prese solo in particolari circostanze segui sempre le indicazioni del tuo medico e prima di ridurre o modificare il piano terapeutico consulta il tuo medico.

Un figlio ipercinetico può favorire l’attacco di asma?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

All’interno dell’area genitori , sezione Vivere con l’Asma,troverai la scheda 4 che parla proprio di questo, leggila insieme a tuo figlio e spiegagli l’importanza di seguire certi accorgimenti,se correre o giocare ti fa venire l’asma chiedi al tuo medico se devi prendere delle medicine prima di correre o giocare. Ogni bambino è diverso e richiede attenzioni diverse ma questo portale, il Laboratorio che gli sta dietro, le schede, i corsi e tutto il nostro lavoro di tutti i giorni è mirato proprio affinché tutti i bambini (asmatici, diabetici, epilettici, ecc.) possano correre e giocare come tutti i loro compagni.

Si può intervenire con terapie atte a controllare il respiro lo yoga può aiutare? Un fisioterapista può aiutare a controllare il respiro?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)
All’interno dell’area genitori, sezione Vivere con l’Asma, troverai la scheda 3 che parla dei fattori che causano l’asma, molti sono gli elementi che possono scatenare una crisi d’asma, tra cui anche le emozioni e l’ansia. Non si conosce ancora in maniera certa se certe pratiche possano favorire o svantaggiare la malattia, ma ne esistono molti che dimostrano come una scarsa adesione al piano terapeutico stabilito con il medico specialista o di famiglia porti inevitabilmente alla crisi d’asma.

Ho un bambino di 10 anni e non vuole fare la terapia perchè è demotivato?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)
Continuare a prendere farmaci è sicuramente pesante e stancante. Il suo bambino, essendo in quinta elementare, incomincia a diventare grande, si sta affacciando alla pre-adolescenza: periodo di transizione e di inizio di ricerca della propria identità e personalità che andrà ad accentuarsi nell’adolescenza. Questo significa, sicuramente, momento di crescita , ma anche momento di crisi: incominciare ad usare la propria testa significa mettere in discussione tutto ciò che fino ad oggi gli è stato detto, in modo particolare, dai genitori, cioè il suo modello educativo per eccellenza. Il dire di no, l?andar contro, la ribellione, unita alla stanchezza di farmaci che non finiscono mai rientrano in un quadro abbastanza comune, ma che può mettere in crisi l?andamento della corretta gestione della malattia: ogni omissione, ogni ?sfida? invece che poter far condurre una vita normale portano ad un asma non sotto controllo e quindi a ripetute crisi e quindi ancora ad incrementi di limitazioni che possono sfociare.

Mio figlio ha sempre fatto la terapia ma ha avuto una crisi comunque dopo un semplice raffreddore, perché?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)

All’interno dell’area genitori, sezione Vivere con l’Asma, troverai la scheda 3 che parla proprio di questo argomento, i fattori che portano alla crisi possono essere diversi e tra questi il raffreddore e sicuramente uno dei più insidiosi i farmaci aiutano a evitare la crisi ma da soli non bastano, la scheda 4 parla proprio di questo, leggila insieme a tuo figlio e spiegagli l’importanza di seguire certi accorgimenti.

C’è relazione tra il bambino "iperattivo" e l’asma?
(Domanda di genitore con figlio in età 4-6 anni)

Considerando il termine iperattivo come sinonimo di vivacità e non come comportamento anomalo e patologico, si può dire che un bambino asmatico dopo aver assunto, in caso di crisi, un broncodilatatore a breve durata d’azione (ad es. Ventolin), può manifestare agitazione/iperattività causata dagli effetti collaterali del farmaco l?agitazione scompare dopo circa 20-30 minuti dalla somministrazione. l bambino asmatico non è iperattivo, ma semplicemente un bambino come tutti gli altri, quindi, un bambino che vuole correre giocare, saltare, uscire con gli amici, fare sport?.. quando ciò non gli è permesso a causa di limitazioni imposte, possono verificarsi ribellioni, o comunque atteggiamenti di agitazione/iperattività: il bambino si sente compresso, schiacciato dai troppi divieti e, quindi, esplode. E’ sempre consigliata un? equilibrata valutazione tra permessi e divieti.

L’ospedalizzazione crea problemi di contatto?
(Domanda di genitore con figlio in età 4-6 anni)
L’ospedalizzazione, per un bambino, appare sempre come un evento drammatico: interrompe bruscamente la sua vita costituita da tempi, spazi/luoghi, persone, azioni che gli garantiscono protezione, serenità, equilibrio. Con l’ospedalizzazione il vissuto del dolore e dell’angoscia prevalgono ed invadono il piccolo paziente. Più le ospedalizzazioni sono frequenti e , soprattutto prolungate, più il bambino viene privato da tutte quelle stimolazioni che l?ambiente può offrirgli, quindi, anche la sfera delle relazioni viene compromessa in quanto poco sperimentata e vissuta, essenzialmente, in rapporti duali: bambino-adulto. E’ pertanto consigliabile ridurre il più possibile i ricoveri ed il loro tempo di permanenza (attuale tendenza delle aziende ospedaliere pediatriche) e far condurre al proprio figlio una vita più normale possibile, ricca di esperienze, di giochi, di confronti con i coetanei?.. per consentirgli un corretto ed armonico sviluppo psico-fisico.

Nelle scuole e negli asili si registra una scarsa profilassi ambientale. E’ inutile farla a casa?
(Domanda di genitore con figlio in età 4-6 anni)
La terapia non è costituita solo e sempre da farmaci, per l’asma la profilassi ambientale è terapia, infatti, se bene eseguita, scatena meno crisi e consente al medico, nelle visite di controllo, di poter ridurre le dosi farmacologiche. Non dimentichiamo, inoltre, che spesso le crisi e la tosse secca, continua avvengono durante la notte ed il sonno un genitore può deve fare il possibile perché il bambino viva in un ambiente a lui consono. Per quanto riguarda le scuole, il Laboratorio Clinico Pedagogico sta promuovendo un progetto di formazione per insegnanti ed operatori scolastici per far conoscere la malattia e per favorire/promuovere comportamenti adeguati. E’ comunque consigliabile informare gli insegnanti delle necessità del bambino le informazioni relative a questo argomento le potrà trovare nell?area genitori, sezione Vivere con l’Asma, nelle schede n°9, 10, 10a, 11, 12.

Mio figlio vuole un cane. E’ possibile?
(Domanda di genitore con figlio in età 4-6 anni)
Il pelo degli animali può contribuire a scatenare una crisi d’asma in quanto fattore scatenante. Tuttavia, applicando piccoli accorgimenti, la presenza di un animale può essere consentita. Si consiglia, a tale riguardo, la lettura della scheda 11, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

Ho ritenuto di non prendere animali, però mio figlio tocca quelli dei vicini di casa?
(Domanda di genitore con figlio in età 4-6 anni)

E’ una domanda che non abbisogna di risposta?.. è sicuramente meglio che il bambino venga a contatto con un animale di cui si è certi della pulizia e della profilassi. Se il bambino è spinto a ricercare altri animali significa che per lui è importante una relazione con loro: perché privarlo? Un amico a quattro zampe può contribuire a dare benessere al suo bambino e a farlo sentire uguale agli altri?.. sicuramente un animale dà un certo impegno, è pertanto consigliato valutare la situazione in termini di tempi/spazi, nonché la situazione clinica. Si consiglia, inoltre, la lettura della scheda 11, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

Mio figlio può praticare lo sport del calcio?
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)
La medicina mira alla qualità di vita, quindi non è vero che gli asmatici non possono praticare uno sport, se suo figlio desidera giocare a calcio?. ben venga il calcio. L’importante è parlarne con il medico, il medico valuterà se il bambino abbisogna di quella che si definisce terapia da sforzo: una terapia, appunto, per prevenire una crisi durante o dopo uno sforzo fisico. Si tratta di un broncodilatatore a breve durata d?azione da prendersi 20-30 minuti prima di intraprendere l?attività sportiva. Si consiglia, inoltre la lettura delle schede 14 e14a, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

Conosco genitori di bambini asmatici che per evitare le crisi ai loro figli li fanno esonerare dall?attività di educazione fisica, così eliminano anche il problema delle palestre sporche e polverose
(Domanda di genitore con figlio in età 6-10 anni)
Un bambino che segue correttamente e quotidianamente la terapia non dovrebbe avere crisi d’asma a scuola (o comunque raramente) proprio perché i farmaci servono per proteggerlo dagli stimoli ambientali , quindi anche dalla polvere delle palestre. Se un bambino accusa tosse secca, continua durante o dopo corsa/sforzo fisico è bene avvisare il medico: probabilmente il bambino ha bisogno di un broncodilatatore a breve durata d’azione prima di iniziare l’attività di educazione fisica. Una buona gestione dell’asma si misura anche sulla qualità della vita del piccolo paziente, in altre parole, dare la possibilità al bambino di fare ciò che fanno i suoi coetanei. E’ consigliabile la lettura della scheda 14 e 14a, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

La rabbia può condizionare le crisi d’Asma ?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)
Diversi stimoli e/o situazioni possono provocare, condizionare una crisi. Tra questi anche le emozioni. La rabbia, dunque, può condizionare una crisi, come del resto il piangere, il ridere, uno stato emotivo e/o una situazione emotiva particolare intra o extra familiare. Risulta, quindi, importante poter offrire al bambino asmatico un ambiente tranquillo e sereno. E’ inoltre consigliabile la lettura della scheda n° 3: I fattori scatenanti, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

Qual? è il distanziatore migliore?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)
Non esistono distanziatori migliori, ma distanziatori adeguati all’età del bambino: un buon distanziatore ideato per bambini di 4 anni, per esempio, non è efficace (non è migliore) per un bambino di 8 anni. In generale si devono utilizzare distanziatori con mascherina fino all’età di 5 anni. Dai 6 anni in poi i distanziatori migliori sono quelli dotati di boccaglio. Per un corretto utilizzo del distanziatore si consiglia la lettura della scheda n°5 b, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

Come si può attrezzare la scuola per un pronto intervento durante la crisi?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)
Innanzitutto può permettere al bambino di potersi portare a scuola il broncodilatatore ed il distanziatore, oppure attrezzarsi a tenere questo farmaco salvavita nell?armadio del pronto soccorso scolastico. Inoltre, dopo un adeguato corso di formazione, può assistere il bambino nell?assunzione del farmaco stesso, il tutto dopo aver stipulato un protocollo d’intesa tra scuola, famiglia, medico/ospedale, ASL di appartenenza . Si consiglia la lettura della scheda n° 13, area genitori, sezione Vivere con l’Asma sia della sezione famiglia/genitori che scuola/insegnanti.

L’obesità influisce sull’asma?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)

Sicuramente ci può essere correlazione tra asma ed obesità in quanto entrambe malattie croniche importanti. Comunque l’obesità fa aumentare il rischio di asma. Un soggetto obeso può già avere difficoltà di respiro specie di notte, ciò viene ad aggravarsi se il soggetto è anche asmatico. Studi futuri potranno chiarire ed approfondire la correlazione tra queste due patologie.

Quando mio figlio sta male gli somministro 2 puff di broncodilatatore, se poi sta meglio devo continuare con altri 2 puff dopo 20 minuti dalla prima somministrazione?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)
Certamente si: il bambino deve "rispondere" al broncodilatatore e quindi migliorare, ciò non significa che il miglioramento sia sinonimo di cessata crisi. Non bisogna dimenticare che il farmaco utilizzato nella fase acuta (nella crisi) è un broncodilatatore a breve durata d’azione, quindi è necessario non sospenderlo per evitare che il bambino ricada o comunque che porti avanti una situazione di apparente benessere. Per gestire al meglio la crisi d’asma è consigliata la lettura della scheda n° 6, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

Nell’usare il distanziatore non devo sentire alcun fischio?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)

Vero. Se durante l’utilizzo del distanziatore sente una specie di fischio significa che le labbra non stanno aderendo bene al boccaglio, con il conseguente passaggio di aria che provoca il fischio. E’ importante eliminare questo passaggio di aria per evitare che il farmaco erogato nel distanziatore non venga disperso. Per un corretto uso del distanziatore si consiglia la lettura della scheda n° 5b, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

La terapia con il cortisone fa aumentare il peso?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)
Il cortisone è una molecola fondamentale per il trattamento dell’asma. E’ compito del medico ottimizzare la dose terapeutica per ottenere il controllo di questa malattia. Come ogni farmaco il cortisone non è scevro di effetti collaterali ( per saperne di più si consiglia la lettura della scheda n° 5), per quanto riguarda l’uso prolungato di steroidi per via orale-sistemica tra gli effetti indesiderati si trova anche l’aumento dell’appetito che provoca aumento del peso.

I soggiorni al mare, in montagna (in ambienti meno inquinati) sono utili?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)

Sicuramente l’inquinamento può essere un fattore scatenante delle crisi d’asma. Il Laboratorio Clinico Pedagogico si pone l’obiettivo di curare al meglio l’asma nel pieno rispetto della qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie, pertanto si consigliano gite, vacanze, ecc. con alcune piccole precauzioni quali la scelta appropriata dell’albergo, evitare lunghe escursioni nei sottoboschi, non dimenticare di portare con sè il broncodilatatore, il distanziatore, il misuratore del picco di flusso (se ne si conosce il corretto uso), ecc... Per saperne di più si consiglia la lettura delle schede n° 15 e 15 a, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

I materassi di lana vanno eliminati?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)
I materassi di lana sono praticamente caduti in disuso, comunque se si dovessero ancora utilizzare, non sono materassi consigliabili per asmatici in quanto la lana cattura più polvere e quindi più acari. Spesso si tende ad utilizzare materassi in lattice, ma secondo gli ultimi studi, quando il lattice non è più nuovo tende a sbriciolarsi, catturare più polvere e quindi costituire motivo per scatenare una crisi. I materassi migliori ed i cuscini migliori sono ancora quelli in fibra sintetica rivestititi con coprimaterasso e copricuscino antiallergico. Per difendersi dagli allergeni della polvere cioè gli acari è consigliata la lettura della scheda n° 10, area genitori, sezione Vivere con l’Asma.

Gli episodi di tosse forte che sembrava pertosse, possono invece essere asma?
(Domanda di genitore con figlio in età 11-14 anni)

Se il bambino è già stato diagnosticato asmatico, quasi sicuramente quella tosse è asma. In assenza di diagnosi probabilmente è pertosse. E’ comunque consigliabile consultare il medico ed eventualmente lo specialista.

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